La liberatoria per fotografi, video operatori e giornalisti.

E’ bello fotografare ed ognuno di noi ha delle preferenze nella scelta del soggetto da l paesaggio alla figura umana (e quanto altro), ma nel caso specifico soffermiamoci sulle foto dove appare una figura umana. Nella nostra “caccia fotografica” incontriamo anziani, venditori ambulanti, barboni, saltimbanchi, artigiani, suonatori di strada, e si potrebbe continuare all’infinito, in situazioni particolari che ci colpiscono e desideriamo “immortalare”ed allora ci mettiamo la macchina all’occhio e via con gli scatti, ma siamo sicuri che sia tutto regolare? La risposta è si, ma con alcuni accorgimenti. Infatti c’è la Legge n° 633 del 22/04/1941 (G.U.del 16/07/1941 n° 16 e successive modifiche) che tutela la materia ed in particolare questi tre articoli che seguono:
Art. 96 – Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio, senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell’articolo seguente. (..omissis)
Art. 97 – Non occorre il consenso della persona ritratta quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici e culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie d’interesse pubblico o svoltosi in pubblico. Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritratta.
Art. 98 – Salvo patto contrario, il ritratto fotografico eseguito su commissione può dalla persona fotografata o dai suoi successori o aventi causa essere pubblicato, riprodotto o fatto riprodurre senza il consenso del fotografato salvo pagamento a favore di quest’ultimo, daparte di chi utilizza commercialmente la riproduzione, di un equo corrispettivo. Il nome del fotografo, allorché figuri sulla fotografia originaria, deve essere indicato. Sembra tutto facile: basta seguire i dettami stabiliti dalla legge…., ma poi, se rileggiamo attentamente gli articoli quanti dubbi emergono….., infatti cosa vuol dire: ”fatti, avvenimenti, cerimonie d’interesse pubblico o svoltesi in pubblico”? Mi sono posto il problema ed allora ho fatto una ricerca su Internet per cercare di approfondire e trovare degli esempi che ci facilitino la vita, consentendoci di portare avanti il nostro hobby senza incorrere in spiacevoli situazioni. Allora ho trovato quanto segue:
• Un mercato può essere considerato un avvenimento pubblico? Si, possiamo scattare, purché si veda che la foto è stata eseguita in quella sede e che il soggetto non restiisolato dal contesto (foto ambientata).
• Una persona incontrata per strada: se si trova in fila per entrare agli Uffizi: è in un luogo pubblico? Si - Deve, comunque, sempre essere salvo il principio della visibilità del contesto in cui la ripresa è stata fatta;
• Durante un matrimonio, si possono fare le foto a tutti? Si, se fatte durante lacerimonia, No se fatte in primo piano e svincolate dal contesto delle nozze (in tal caso occorre richiedere la liberatoria al soggetto fotografato).
• Gli uomini politici, attori, cantanti, comunque persone note, possono essere fotografate liberamente nel corso di pubbliche manifestazioni o, comunque, di pubblico dominio, altrimenti, per non invadere la privacy, possono essere fotografate solo con il loro consenso (liberatoria). Altri sono gli esempi, ma quello che sostanzialmente emerge è che se si vuole fotografare una singola persona, nei casi dubbi, è buona norma parlarci, spiegare che la foto viene fatta peruso fotoamatoriale (per mostre, concorsi) chiederle il permesso e farle firmare la liberatoria che ci consente di fare lo scatto e di utilizzarlo per fini non commerciali. Ma cosa è “la liberatoria”:E’ una scrittura privata con la quale il soggetto da fotografare autorizza il fotografo edeseguire gli scatti.
Articolo di Antonio Silenzi
Liberatoria in formato PDF
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